-Il centro sinistra promulga dei decreti liberisti. Per la libera concorrenza. (?)
-La destra non ha fatto durante i suoi 5 anni niente del genere, quando il loro programma elettorale era basato sulle parole chiave "liberismo", "libero mercato", "libera concorrenza", "stop ai privilegi". (??)
-La destra non è d’accordo con questi decreti liberisti. (???)
-Alemanno una settimana fa ha detto che questi decreti avrebbe dovuto farli la destra (????)
-Alemanno adesso arringa i tassisti contro il governo (?????)
-L’estrema sinistra, che comunque avrebbe da dire qualcosa in questa vicenda, non apre bocca (??????)
-Berlusconi dichiara che questi decreti di liberi mercato e concorrenza in realtà aumentano le tasse e la burocrazia (?????????????)
Ora, non dico di essere esperto di politica: ho una formazione media, data dalla scuola e una passione per la storia e per la politica in generale, leggo in internet, seguo il telegiornale (no, questa è a sfavore).
Ma mai come oggi mi sento di non capire più nulla. Non ho più punti di riferimento.
Se la missione della politica è di dare punti di riferimento alla gente comune, direi che con me, oggi, ha fallito.
Quando mi dicevano "liberati dei cliché", ok, ok. Ma sembra esagerato così, no?
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Di fronte al problema della condivisione dei file sul mio serverino casalingo con i miei mac, ci sono varie possibilità:
-ftp, ma il finder non permette la scrittura sui server ftp
-samba, ma c’è qualche problema relativo alla configurazione: a volte finder si blocca
-appletalk.
Nel mio caso la scelta è caduta sulla terza possiblità. Tradotto in opensourcese, appletalk si chiama netatalk. La mia distro è una CentOS 4.3, così invece del solito
yum install netatalk
che funziona sicuramente su fedora, ad esempio, faccio un
wget ftp://rpmfind.net/linux/falsehope/home/tengel/netatalk/netatalk*
e compilo il pacchetto con
rpmbuild –rebuild netatalk-x.x.x.src.rpm
e lo installo con
rpm -Uvh netatalk-x.x.x.rpm
scrivo nel file /etc/atalk/afpd.conf
- -tcp -ddp -uamlist uams_guest.so,uams_clrtxt.so,uams_dhx.so passwd: setpassword ,savepassword -loginmesg "Message required to make OS/X work"
Infine faccio un bel:
service atalk start
e il servizio parte. Ora se dal mac vado nel finder e cerco di connettermi al server, tutto funziona.
Ora non resta che definire qualche share.
Biblio:
http://www.redhat.com/archives/rhl-list/2004-April/msg03731.html
http://www-jerry.oit.duke.edu/linux/HOWTO/netatalk_for_centos.html
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Un bel esempio di crossover tra musica folk jugoslava, punk, rock con sfumature (ma qui rischio la bestemmia) progressive: Emir Kusturica and the No-Smoking Orchestra.
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By admin | April 23, 2006
Piano del governo di centro sinistra per i prossimi anni visto da Bertinotti:
-Ridimensioniamo Mediaset
-Ci aspettiamo due ministeri PRC
-No alla privatizzazione della RAI
-Prodi, fai come Lula e Chavez
-Maxi-amnistia: voglio la scarcerazione di 25 autonomi in cella per violenze
-Voglio un ex-pci come presidente della repubblica
E tutto questo solo in un giorno.
Ottimo. No, dico davvero. Fra qualche mese cade il governo.
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By admin | April 19, 2006
Le ultime elezioni sono state una risposta da parte del popolo italiano.
Una risposta a chi sostiene che le moderne democrazie sono basate sull’alternanza: 5 anni di sinistra, 5 di destra, ecc ecc.
Una risposta a chi sosteneva che le elezioni erano un referendum pro o contro qualcuno.
Una risposta a chi sostiene che il lavoro della maggioranza è quello di dire `SI` in modo compatto e che il lavoro dell’opposizione è quello di dire `NO` in modo compatto.
Il vero significato di queste elezioni è che gli italiani chiedono a tutti e 1000 i parlamentari a tutti e 15 i ministri, a tutte le istituzioni di lavorare insieme. Di avere uno scopo unico, quello del bene del paese. Di dialogare. Mi sembra chiaro.
Ci siamo messi d’accordo apposta: 50% alla sinistra e 50 alla destra. Se non è un messaggio questo…
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By admin | April 10, 2006
Ecco lo sapevo!
Ho votato alla cazzo di cane!
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By admin | March 29, 2006
La struttura classica di un partito politico democratico è una struttura piramidale. Al vertice il segretario, i capogruppi al senato e alla camera. Man mano che si discende si arriva ai rappresentanti del partito a livello locale.
Il flusso avviene dal basso verso l’alto. In teoria, le decisioni vengono prese a livello basso, secondo elezioni, e il flusso arriva ai massimi livelli.
Nei partiti dittatoriali, avviene l’esatto contrario: esiste sempre una gerarchia piramidale, radicata a molti livelli nel territorio, ma questa volta le decisioni sono prese dalla punta della piramide, per arrivare alla base.
Forza Italia rappresenta un’anomalia. La piramide è costituita da soli due livelli: il capo supremo e tutti gli altri. Il flusso di decisioni parte dalla punta e arriva alla base.
Forza Italia è molto più simile ad un partito dittatoriale piuttosto che ad un partito democratico.
Forza Italia è il partito più vicino al soviet che io conosca, in Italia.
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By admin | March 20, 2006
Insomma la scelta è tra Mastella o Pannella. O bretella, Raffaella, paella, livella, Valpolicella, ascella, mortadella. Ho le idee chiare, finalmente.
A parte gli scherzi… Ho fatto il test perchè un buon numero di altri blogger sulla rete l’hanno a loro volta fatto e pubblicato.
A parte la serietà e il valore di un test del genere, la mia personale analisi e valutazione dei risultati dei suddetti bloggers è questa:
- quasi tutti si posizionano in un posto nel grafico dove non ci sono partiti
- ciascuno è pressochè equidistante da tutt i partiti
- perchè nel buco nero risultante (quello dove i suddetti si posizionano) non ci sono partiti?
- sarebbe interessante costruire un’identità politica che riempisse quel buco o sarebbe solo un gioco di stile?
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By admin | February 23, 2006
Giorni fa in Nuova Zelanda, una televisione nazionale ha mostrato un episodio di South Park intitolato "Bloody Mary" (geniale!) nel quale una madonnina incomincia a sanguinare, e il papa ipotizza le mestruazioni (geniale!).
Non vi dico le lagne del clero neozelandese! E al coro si è unito anche il clero (ma si dice così?) islamico, per solidarietà. Tutto lecito: sia Southpark che le lagne. Nessuna ambasciata è stata bruciata, ecc ecc.
Mi ricordo una volta un’intervista a Daniele Luttazzi. L’intervistatore chiede all’autore se fosse mai capitato che si fosse autocensurato nelle sue battute. Luttazzi risponde che l’unica discriminante che gli fa dire o no una battuta o un pezzo umoristico è il fatto che gli provochi o no una risata. Tanto di cappello se ci riesci, ma il principio è giusto: fai battute a destra e a manca, a patto che facciano ridere.
A me vedere South Park con il papa che ipotizza le mestruazioni della Madonna, fa ridere, o meglio, sorridere. Dite pure che sono blasfemo… Suppongo che abbia fatto ridere anche gli autori. Non ha fatto ridere qualcun’altro.
Ma allora se non esiste una regola per definire se una battuta fa ridere o no, com’è che possiamo decidere i limiti della satira? Come risponde a questa domanda chi dice che la vicenda danese deve portare ad una regolamentazione della satira nei media?
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By admin | February 20, 2006
Sottoscrivo. Ma per colpa nostra!
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